Masturbation Month ’22: masturbazione e relazione di coppia

La masturbazione per me è diventato negli anni un argomento particolarmente affascinante, uno strumento di rivendicazione della mia libertà, sia da sola che con il mio partner, ma non è sempre stato così.

Ho scoperto la masturbazione intorno ai 13/14 anni. Infatti mentre in casa mia abbiamo sempre parlato di sesso, la masturbazione e la sessuo-affettività erano temi più complicati da affrontare, quindi la mia guida iniziale furono – udite, udite – le fanfiction (storie erotiche di fantasia su attrici/attoru/i o cantanti) e c’è da dire che, nonostante di educazione ce ne fosse ben poca e che molte fanfiction fossero agghiaccianti proprio dal punto di vista relazionale (un po’ come le rom com), queste furono una scoperta per molte cose e mi aiutarono a sbloccare gran parte della mia curiosità sessuale.

Le prime esperienze relazionali

A livello relazionale, però, ho vissuto due esperienze completamente opposte, riguardo alla masturbazione. Infatti all’interno della mia prima relazione (tossica e violenta) la masturbazione non era né contemplata, né tollerata e l’ho vissuta quasi come un’arma, un ricatto da parte del mio abuser: nella sua visione distorta il mio autoerotismo era visto come una mancanza che lui mi lasciava, era geloso del fatto che io stessa avrei potuto darmi piacere senza di lui, lui era l’unico che potesse toccarmi; il fatto che io mi masturbassi non era tollerato. Ho vissuto mesi rinnegando ciò che mi dava piacere cercando di conformarmi alle richieste della visione etero-patriarcale del sesso, visto solo come penetrativo e praticato in due.

Dopo questa esperienza abbastanza traumatica, ho ricominciato a riappropriarmi del mio corpo e della mia sessualità, lentamente, in autonomia, fino a far ritornare la masturbazione anche all’interno di una dinamica relazionale (sana, ‘sta volta) e per quanto sia stato e sia tuttora bello, non è sempre stato facile.

Premetto che per me la masturbazione è diventata, con il tempo, parte integrante del sesso all’interno di una relazione e non una mancanza creata dal mio partner (come mi è stato fatto credere in passato); penso infatti che sia fondamentale sfatare alcuni miti della masturbazione in una relazione: la masturbazione è gratificante, ma non è uguale per tutte/u/i e soprattutto non è obbligatoria; le esperienze possono variare tantissimo da coppia a coppia, da persona a persona; le difficoltà e l’iniziale disagio che talvolta possono crearsi sono normali e umane.

Miti da sfatare

Queste difficoltà si creano per le più svariate motivazioni, e a volte queste si concretizzano nel momento in cui usciamo dalla nostra sfera intima individuale. Infatti, durante la masturbazione in solitaria entriamo in una dimensione nostra: sappiamo cosa ci piace, come ci piace e non sentiamo il giudizio altrui che pesa sui di noi; quando in questa dimensione si affaccia l’altra persona o più, può succedere di provare difficoltà, imbarazzo e il peso delle pressioni sociali, pur conoscendola (/le) da tutta una vita.

Dico questo perché spesso quando parliamo del binomio masturbazione – coppia (oppure per le NME, non monogamie etiche) sembra una cosa scontata, facilissima e spontanea, ma non è sempre così; si dà facilmente per scontato perché ci focalizziamo su una visone del sesso e della masturbazione che ruota solo intorno ai genitali e alla penetrazione, tralasciando la comunicazione e la sperimentazione perché è ciò che un’educazione sorretta solo dal porno e dalla narrativa mainstream intorno al sesso ci hanno sempre mostrato.

seguire un copione?

Questa difficoltà deriva anche dagli stereotipi di genere e dai relativi stereotipi sessuali che arrivano ad incasellarsi anche all’interno delle relazioni. Questa visione che abbiamo stereotipata della sessualità relazionale ha portato alla creazione di numerose teorie, tra le quali la Sexual Script Theory , o “la Teoria dei copioni sessuali“.

I Sexual script possono essere definiti come

strutture cognitive prodotte da un insieme di concetti, messi in atto e organizzati da azioni stereotipate che arrivano in determinate circostanze, in un dato contesto, per raggiungere uno scopo preciso”.

Gli Autori di questa teoria sono William Simon e John Gagnon che intorno agli anni ’70 cominciarono a notare come la sessualità e il mondo in questa venisse vissuta ed esplicitata, fosse un prodotto culturale.  Sempre secondo Simon e Gagnon gli individui non nascono già – bensì diventano sessuali, per cui producono e fanno proprie narrazioni e simboli in linea con le rappresentazioni, le credenze, i vincoli, le pratiche e i ruoli ai quali fanno riferimento. Quindi i modelli di condotta sessuale che si sono sviluppati in un dato contesto socioculturale influenzano non solo cosa uomini e donne fanno, ma anche che cosa considerano sessuale, e cosa desiderano.

In una frase: la sessualità viene influenzata dalla società arrivando anche a livello intrapsichico e interpersonale.

Nonostante nel corso degli ultimi decenni la rivoluzione sessuale e gli studi scientifici abbiano tentato di contrastare i sexual scripts particolarmente rigidi e diffusi nella cultura occidentale, sono ancora numerose le persone legate ad essi, con la conseguente compromissione, a volte anche significativa, del loro benessere individuale e di coppia nel quale rientrano anche le credenze stereotipate intorno alla masturbazione nelle relazioni.

Ovviamente questa teoria non si applica a tutti gli scenari relazionali ma ci da una risposta parziale alla chiusura che ancora oggi troviamo nei confronti della narrativa e delle realtà della masturbazione relazionale, che spesso cozza con la narrazione sex positive mainstream che dall’altro lato appiattisce le sfaccettature della sessualità riducendo a una visione tutta rose e fiori, senza complessità e senza difficoltà; una visione falsata che può arrivare a creare aspettative – dunque rischio di delusione – in persone che trovano delle difficoltà.

La verità però è che la sex positivity non è affatto sforzarsi di fare tutto, andando anche contro i propri gusti e inibizioni e consenso. Questo perché il vero scopo della sex positivity è rendere le persone libere e autonome nel fare cioè che loro ritengono essere più giusto per se stesse e non giudicare le difficoltà e le pratiche (consensuali) di nessun*.

In conclusione la masturbazione nelle relazioni per me resta un binomio molto interessante, un ottimo modo per prendersi del tempo per prendersi cura di se stesse/u/I delle/u/i partner, un modo che può aiutare a  conoscersi meglio, a creare una connessione ma che attenzione, non deve essere mai un obbligo.

Bee
@senzaoffesama

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