la camera di valentina

Frutta (sesso) frutta (sesso) frutta (sesso)

Ma che ve pare che le emoji allusive con i vegetali le abbiamo inventate noi? Tzé!

Abbiamo giocato di nuovo alla parola dell’arte erotica e stavolta ho scelto, tra quelle che avete tirato fuori: “frutta”. Facciamo allora questo saltello temporale, tra una tela e l’altra, per scoprire che il banco dell’ortofrutta non era solo quello.

Siamo tutt* d’accordo: melanzane, zucchine, ciliegie per i cazzi; il fico, l’arancia, il melone per le fiche; la pesca per il culo. Mostratemi una chat di sexting che non abbia questo bancone dell’ortofrutta e allora ammetterò di aver svalvolato e potete chiudere questo articolo.

Ma da dove abbiamo ereditato queste allusioni vegetali? Una dovuta premessa che anche una profana dell’arte come me può fare è che a tempo di zozzerie, erotismo e pornografia (spacciata per altro), qualunque movimento artistico, di qualunque epoca storica – almeno in questo versante occidentale del mondo, ha trovato il suo modo e la sua cifra per passare sottobanco messaggi subliminali.

Per i quadri che vedremo oggi bazzichiamo intorno il sedicesimo secolo, perché questo è il secolo in cui la pittura di genere (i soggetti dei dipinti sono persone e ambientazioni tratte da scene di vita quotidiana, senza allegorie, o personaggi celebri/religiosi/politici/mitologici) va per la maggiore e tramite la quale l’artista ha la possibilità di inserire simboli e veicolare messaggi che arrivino facilmente a tutt*.

La Riforma protestante che infiamma gli ambienti politici e spirituali pone gli artisti in una continua tensione tra la fedeltà alla rappresentazione “scientifica”, “naturale” e la necessità di andare oltre, restituire un significato al di là della sola cosa rappresentata (da qui, anche la deriva dell’allusione sessuale).

È possibile che, a livello culturale e popolare, l’associazione tra elementi culturali e parti anatomiche umane fosse divulgata massivamente dagli erbalisti, botanici e alchimisti che attraverso l’osservazione scientifica della natura cercassero il segno di Dio. Un documento reperibile online e che ho spulciato è Phytognomica (1588), di Giambattista Della Porta.

Ma entriamo nel vivo: ecco a voi tre quadri che percorrono il 500 e che non vanno troppo per il sottile; la frutta qui non è certo per una dieta equilibrata.

Bartolomeo Passarotti, “I folli amanti”, 1550

la camera di valentina
Bartolomeo Passarotti, I folli amanti, 1550

Pittore bolognese, di questo quadro non serve dire nulla tanto è esplicito; la frutta sul tavolo (sì, lo so che non l’avevi vista), è la chiusa di ciò che impera al centro della tela: a sinistra un Bacco canterino, al centro una vecchia Cerere e a destra un uomo che niente, stava là, è stato immortalato mentre strizza una tetta alla vecchia dea. Menzione al razzism – ahem “primitivismo”– della coppia sullo sfondo che fa l’eco all’amore irruento e selvaggio che si consuma davanti a noi.
Le intenzioni di Passarotti, sulla carta, erano quelle di ammonire l’umanità contro-protestante di quell’epoca sui vizi capitali. Grazie Bartolomé, il messaggio è certamente arrivato forte e chiaro, siamo tutt* attent* a fare ammenda. 

Comunque sia, nonostante il chiasso orgiastico della parte alta della tela, il candore della tovaglia del tavolo e la predisposizione ordinata del cibo su di esso, ci agevola a distogliere lo sguardo dalla gente e osservare cosa ci viene offerto, da sinistra verso destra: c’è del pane, una zampa di maiale, dell’aglio, due fichi aperti e poi di nuovo, del pane e un bicchiere di vino (chiari riferimenti cattolici). 

Da dove cominciare? Se quella è una zampa di maiale, io sono la fata turchina. Cioè: ma la state vedendo? Anche l’aglio simboleggia il sesso maschile. Il fico, invece, rappresenta il sesso femminile e per distogliere ogni dubbio l’artista ce ne offre due: uno chiuso, l’altro aperto: la spaccatura dai bordi biancastri e la polpa rossa restituiscono un evidente similitudine con la vulva. Che dire, buon appetito!

Caravaggio, “ragazzo con cesta di frutta”, 1593

la camera di valentina
Caravaggio, “ragazzo con cesta di frutta”, 1593

Vabbè dai, vi ho piazzato la rockstar come percentuale di celebrità, lo ammetto. Tra l’altro sugli ometti di Caravaggio con la bocca schiusa se n’è detto di ogni e ovunque, così come si parla e si indaga sulla sua presunta omosessualità o bisessualità. Perciò non mi soffermerò oltre, vi porto ad esempio questo quadro però per farvi vedere come l’erotismo possa trapelare anche tramite una combinazione semplice, di natura tecnica e compositiva: in questo ricco cesto di frutta scorgiamo ancora dei fichi, un melograno (simbolo di fertilità) e, tra gli altri frutti, anche dell’uva, da sempre compagna di ingordigia, ebrezza ed estasi. 

Ma c’è solo un frutto che sporge dal cesto e che si allinea con il viso del ragazzo: la pesca, sulla sinistra. Il rossore della pesca richiama quello sulla guancia di lui e se Myss Keta ha ragione, qui c’è un messaggio ben più pazzesko di quel che sembri.

Niccolò Frangipane, “Allegoria d’autunno”, 1597

la camera di valentina
Niccolò Frangipane, “Allegoria d’autunno”, 1597

Basterebbe lo sguardo del satiro rivolto allo spettatore per capire che non si tratta di una normale allegoria, ma per fugare ogni dubbio Frangipane ha fatto tutto in grande. Il ragazzo sulla destra, intento a dormire, non sembra ma è il soggetto protagonista di quest’opera, perché senza di lui nulla di ciò che è ritratto avrebbe senso, ma ora ci arriviamo.

Il satiro malizioso con la mano sinistra tiene un melone aperto, che penetra con il dito; con la mano destra afferra, sul tavolo, forse una zucchina, o una salsiccia, accanto a un gruppo di ciliegie. Perché il ragazzo addormentato non si accorge di nulla? Perché ciò che il satiro sta facendo altro non è che svelare a noi, osservatori, che il sogno che si sta svolgendo nel dormiente è di natura erotica. E comunque saranno anche affari suoi, eh.


Ti sono piaciuti questi morsi gustosi? Entra nel canale telegram: giochiamo insieme a “la parola dell’arte erotica”; è così che vengono su articoli del genere.


Fonti:

Dizionario Garzanti degli artisti

https://www.stilearte.it/la-zucca-nellarte-simbolo-e-propiziatrice-di-prosperita-fecondita-e-ricchezza1/

https://pinacotecabrera.org/collezione-online/opere/fruttivendola/

https://gastronomica.org/2005/11/08/fruits-vegetables-sexual-metaphor-late-renaissance-rome/

https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Niccolo_Frangipane,_Allegoria_dell%27autunno,_Musei_Civici_Udine.jpg

https://wp.me/p7Xzs0-24

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...