PornWhat – quando non t’aspetti che ti piaccia

di durelli, visioni, fantasie inaspettate e dei loro perché

Che si tratti di clitoridi o di peni, ci sono erezioni che non ti immagini, e il perché siano tanto inaspettate varia davvero da persona a persona. Tutto nasce dalla domanda che vi ho fatto: ma c’è una categoria di porno che, guardandola per la prima volta, non t’aspettavi potesse eccitarti così tanto? Ecco le vostre risposte.

Si affronta e si snocciola in tutti i modi il discorso per il quale il porno, mainstream o no, in qualche modo faccia le veci – involontariamente – dell’educazione sessuale, in assenza di quest’ultima dagli ambienti pubblici, didattici e familiari.

Non pensavo, eppur mi piace

Queste testimonianze* riportano esattamente questo meccanismo: al di là dell’esplorazione corporea che può avvenire tramite la masturbazione, guardare un porno può farti realizzare cosa ti ecciti; cosa ti piaccia anche solo fantasticare. Non è necessario che sia una fantasia sessuale preesistente, né che lo diventi in seguito. Semplicemente: vedere questa cosa ti piace, vuol dire che c’è una risposta valida da parte del tuo corpo.

Porno achilleano (due uomini/persone con presentazione di genere maschile)  non ne ho mai vista l’attrattiva in quanto donna, ma mi sono dovuta ricredere, credo che in generale ciò che mi ecciti sia il contesto sessuale, a prescindere dal fatto che io possa identificarmi in unə dellə attorə”

M. [f]

“Grazie per questa occasione, è una sorta di liberazione per me.
Non ne ho mai parlato con nessuno e mi vergogno abbastanza a raccontarlo.
Faccio una premessa, non faccio praticamente mai sogni erotici, o per lo meno non me li ricordo.
Una volta, circa 2 anni fa mi è capitato di svegliarmi eccitato e di ricordare di aver sognato una scena di sesso tra una donna e un cane.
Incuriosito e stranito da questa cosa, ho cercato alcuni video e devo ammettere che l’eccitazione era come nel sogno. Questa è stata comunque una breve parentesi durata qualche mese.”

M. [m]

Pegging, è stato decisamente inaspettato e allora non sapevo nemmeno fosse possibile farlo. E nulla, ora è una delle mie fantasie, se non pallino (mezzo)fisso”

I. [f]

CW e TW: linguaggio esplicito

Sissy hypno. Quando c’è una voce di donna e un’altra veramente sexy nello schermo che fa cose zozze con dei cazzi, e la voce fuori campo dice cose come “sei una puttana succhia-cazzi. Ami i cazzi, dillo ad alta voce”. Non sono mai venuto così potentemente come quando ascolto e seguo queste istruzioni. È successo casualmente, aprendo un link su Pornhub ed è diventata la mia categoria fissa.”

S. [m]**

“Nel frattempo la mia risposta è che le categorie di porno che più apprezzo sono quelle in cui vengono inscenate fantasie taboo, dal rape play al sesso fra familiari (es. Matrigna/figliastrə), ma anche il sesso saffico, fra donne, non solo cis.”

N. [f]

“Mh ci sono varie categorie in realtà, anche se alcune sono forti, variano in base al periodo che sto passando.
Ultimamente guardo tantissimo video di bdsm con umiliazioni pesantissime, non prevalentemente psicologiche e con dom maschi. Non avrei immaginato un trasporto tale. Ah e spesso anche il pegging.”

Nm. [f]

Vorrei, dunque mi piace

Invece, se parliamo di fantasie già consolidate, di desideri di lunga data mai esauditi, è facile che il porno si prenda un suo posticino legittimo e atteso: visualizzare una scena (messa in scena) di ciò che ci piace, lo rende reale, o quantomeno meta-reale. E a volte è quello che basta, per dedicarci un po’ di tempo.

“La categoria preferita e intrigante resta sesso orale, probabilmente perché poco ricevuto.”

M. [m] da prima

“I threesome e l’anal. Il primo perché ho visualizzato cosa fosse prima di scoprirlo e il secondo perché resta un sogno irraggiungibile, una roba tipo desiderio proibito che vedo realizzato su schermo.”

Y. [f]

Mi piace, che faccio?

Ci sono categorie che in qualche modo possono spiazzare. Per quanto detto prima (perché non avevamo mai avuto un riscontro nei pensieri, o nella vita reale, a contatto con l’altr*), oppure perché automaticamente le allontaniamo in quanto scabrose, scomode, in contrasto con ciò che è giusto. Ma niente panico: come abbiamo affrontato nell’articolo sulle fantasie sessuali, c’è una differenza sostanziale tra ciò che desideriamo e l’attuazione effettiva di questo, per ovvi motivi etici e morali che abbiamo sempre la responsabilità di considerare. Ma accogliere, processare e accettare sono azioni che non fanno altro che beneficiare la nostra salute sessuale e mentale, che altrimenti incorrerebbero nella repressione.

“Ciao a tutt* Non so se possa essere definito un genere, ma io credo di sì. Non avevo mai considerato i porno amatoriali anche per tutte le vicende di revenge porn e il torbido che spesso nascondevano. Ma ultimamente i porno amatoriali di sexworker come leolulu ad esempio li trovo veramente intriganti. Hanno un coinvolgimento e un realismo notevole molto raro nel porno e quasi sempre assente nel porno mainstream. Ecco quel tipo di porno mi sta piacendo molto.”

G. [m]

“Sono sempre molto colpita e anche turbata dal fatto che mi piacciano questo tipo di categorie per più motivazioni:
la questione morale, a cui su qualcun altr saprei rispondere come ho detto sopra ma che su di me si tramuta in ‘che razza di femminista sei che ti piace guardare porno di questo genere?’, sindrome dell’impostora e patriarcato interiorizzato ne abbiamo insomma.”

N. [f] da prima

Manco mi piace, preferisco far da me

Comunque sia, non è che il porno debba sempre essere una rivelazione, uno sconvolgimento, una scoperta. Alla fine, il porno è solo porno: nasce per intrattenere, non ha mai avuto neanche la pretesa di educare, siamo noi che gli appioppiamo questa esigenza perché siamo con le pezze al culo  – senza consenso – col sistema educativo. A volte ciò che ci piace, è pure meglio di quello che vediamo sullo schermo, ben venga così.

“È strano se rispondo che non ho avuto fino ad ora una sorpresa di questo tipo? Ci sono “categorie” scoperte con la pornografia per la prima volta e che già dalle descrizioni non hanno suscitato in me alcuna attrattiva. Guardarli non ha cambiato la mia prospettiva.
Ma forse dipende solo dal non aver visto quelli “Giusti per Me” (cioè aventi una atmosfera romantica / erotica / sensuale / gioco) o non conoscere tutte le categorie presenti.”

P. [f]

“Stranamente, nessuna sorpresa particolare. Al contrario, ce ne sono stati diversi che, soprattutto per la loro realizzazione, mi hanno invece fatto passare la voglia in generi che normalmente mi piacciono.”

T. [m]

To porn or not to porn, that’s the question

È stato interessante chiedere alle persone riguardo le categorie di porno che guardano con più o meno stupore in un periodo in cui il dibattito tra porno mainstream e porno non mainstream accende così tanto gli animi.

Non ho domandato quale tipo di porno guardassero, ma parlando genericamente di “categorie” è altamente probabile che, per la maggioranza dei casi, si tratti di quello mainstream.

La mia opinione è che le distinzioni nette sono sempre e soltanto riduttive, polarizzanti e problematiche. Il porno non mainstream è quello che si è aggiudicato l’etichetta di “etico”, per tutta una serie di parametri e condizioni  entro i quali è prodotto e che lo rende “non mainstream” perché, in virtù di quei parametri, non è gratuito e alla portata di tutt*.

Ma uno studio cinematografico per adulti con cui inventare un tipo di porno completamente da 0, ponendo basi etiche, condizioni lavorative e retribuzioni dignitose può richiedere fondi che non tutte le persone, performer e sex worker possono permettersi; di conseguenza, esiste del porno etico del tutto indipendente anche nelle piattaforme di porno mainstream, le quali, seppur in quanto multinazionali capitalistiche con le loro enormi macchie e contraddizioni, permettono a molt* di iscriversi e creare il proprio spazio virtuale in cui l’etica va pari passo con la performance e la produzione.

E ancora: proprio perché viviamo nel sistema capitalistico che è, il porno che si definisce etico, in quanti modi è etico, e in quanti no? Sono domande che è giusto porci, per indagare quando è possibile e per non ridurre la complessità di un fenomeno.


Trovo che queste testimonianze ci restituiscano un’idea: alla fine il porno non è altro che un variegato sex toy per la mente: proprio come i sex toy, serve per soddisfare una voglia, quando l’abbiamo; a esplorare qualche parte di noi con la quale non sappiamo come interagire; è uno strumento (non strettamente necessario, ma utile all’occorrenza) con la quale fare esperienza per scoprire cosa ci piace e cosa no.

Come i sex toy, non è essenziale per la nostra salute sessuale, però può servire come confronto per quello con cui siamo sempre stat* abituat* e qualche nuova modalità di fruizione. Può dare il via al disvelamento di determinate pulsioni e qualche desiderio nascosto.

Il nostro corpo risponde sempre prima della nostra mente, in questi casi. Serve, allora, se non accettare completamente, quantomeno elaborare un poco alla volta: vedere questa cosa ci ha messo a disagio? Ci ha fatto schifo? Ci fa vergognare, perché ci piace e non dovrebbe? Tutto ciò che proviamo è valido, soprattutto quando cozza con ciò che sappiamo a livello conscio e consapevole.

Il porno ci mette di fronte questo dislivello e affrontarlo significa muovere i primi passi verso lo smantellamento della sessuofobia interiorizzata che, per cultura, abbiamo e spesso ci teniamo stretta. Anche per questo è uno strumento molto potente, da non sottovalutare.

Capisco che non sia rassicurante scoperchiare una montagna di domande con un semplice click, ma sì: spunta quel pop-up in cui assicuri di essere maggiorenne e dai il via all’esplorazione.

* tutte le testimonianze provengono dai canali telegram e reddit
** traduzione dall
inglese

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