la camera di valentina

Masturbation Month – sì, ma la pandemia?

Se ti capita di bazzicare e consumare contenuti sexpositive saprai già che Maggio è il Masturbation Month, il mese dedicato alla masturbazione, un’ottima occasione per approfondire a riguardo. Ma gente, dobbiamo parlare.

Masturbation Month: le origini

Traduco e riporto da masturbationmonth.com: nasce nel 1995 come risposta alle dimissioni forzate di Joycelyn Elders, prima capa chirurga afroamericana sotto il governo di Bill Clinton. Durante un discorso al UN World AIDS Day, qualcunu le chiese riguardo la masturbazione. Lei rispose che è qualcosa che fa parte dell’essere umano e che andrebbe insegnata come qualunque altro aspetto della sessualità. Questo le causò il licenziamento.

Joani Blank, educatrice sessuale e fondatrice dello storico Good Vibrations, sex shop di San Francisco, decise di non lasciare a tacere questa storia inaugurando il Masturbation Month, con l’intento e l’invito di approfondire la tematica.

E oggi:

Chi può vendere, lo fa: sconti su sex toys e sulle piattaforme di porno etico come se piovessero; si intensificano anche gli approfondimenti di ogni sorta sul tema, dall’infanzia alla terza età, dalla solitudine alla compagnia. Inevitabilmente fioccano enormemente le nozioni a riguardo, che è un bene, ma può anche avere risvolti negativi.

Se la narrazione predominante è quella allonormativa e capitalista, sembra che la soluzione per raggiungere un equilibrio sessuale sia necessariamente quella di collezionare orgasmi e di comprare sex toy che possano procurartene. Ovviamente non è così: una storia tanto performativa oltre a escludere chi non è interessat* a provare piacere sessuale, mette pressione anche a chi lo è.

Le vostre storie

Stavolta sono stata particolarmente abile e sono scesa anche nei meandri confusionari dei forum su Reddit, oltre che su telegram, a chiedere un po’ in giro, a fare domande. Il mio dubbio nasceva dal mio stesso vissuto, che in questi anni di pandemia ha risentito di un calo di libido praticamente costante: ma la pandemia non ha modificato anche le nostre abitudini nella masturbazione?

Ovviamente la pandemia da COVID-19 ha stravolto tutto della nostra vita, compreso la sfera sessuale; s’è parlato infatti tantissimo di cyber sex, di dating app e anche sì, di masturbazione, perché intrattenersi da sol* era un’opzione prepotentemente posta sul tavolo.

Ricordando una conversazione con un’amica che mi raccontava di come si masturbasse prima di dormire perché toccarsi conciliava il sonno, ho chiesto, sul canale, generalmente, quali fossero i motivi principali per scegliere di masturbarsi, nella propria quotidianità almeno.

*73% per eccitazione
69% necessità di rilassamento (dormire, rilasciare lo stress, ect…)
36% noia

Prima di lanciarmi meglio sulle testimonianze, ho chiesto ulteriormente se avere alti e bassi di desiderio sessuale fosse cosa frequente, a prescindere dalla pandemia, o se questa avesse influito particolarmente. Tra le persone che hanno risposto devo dire che il seguito di LCDV è abbastanza fortunato, perché il:

40% ha alti e bassi, ma per il
34% non dipende dalla pandemia, mentre per il
25% la pandemia ha influito eccome.

M. racconta:

[…] La pandemia, per me, ha influito. Magari indirettamente, ma è un concatenarsi di eventi e situazioni che senza la pandemia non si sarebbero creati. Sento una sorta di malessere generale che si ripercuote […] anche nel desiderio sessuale, però non per la masturbazione. Capiti che la pratichi per noia, rabbia o desiderio anche più volte al giorno, altri giorni nessuna. È molto legato all’umore e agli eventi giornalieri.

N.: 

[..] All’inizio [durante il primo lockdown, 2020] andava tutto bene, nel senso che la vivevo tranquillamente, di nascosto dalla mia famiglia perché ogni cosa riguardante il sesso è tabù, però mi masturbavo e avevo anche voglia di farlo. In questo secondo momento di pandemia la cosa è un po’ peggiorata, pur avendo voglia non riesco, sento un blocco fortissimo […]

C.:

Durante il primo lockdown, un anno fa, mi sentivo molto lontana dal mio corpo, la mia mente era molto attiva ma provavo zero piacere. È stato così per qualche mese, poi ho ripreso a provarne! Ho anche imparato a viaggiare moltissimo con l’immaginazione, più di prima.


Come dicevo, stavolta sono andata a cercare anche su Reddit, piattaforma ricca di forum di ogni sorta, compresi quelli inerenti al sesso. Anche lì ho trovato storie interessanti, che vi riporto qui tradotte dall’inglese.

L.:

Sono una donna cis bisessuale. La masturbazione e la sessualità tutta sono assolutamente cambiate, per me. Ho praticamente perso la mia libido, durante la pandemia, che sto recuperando adesso, piano piano. Sono stata molto depressa, ansiosa e soprattutto disconnessa dal mio stesso corpo. Finora è stata un’esperienza sconcertante, sono contenta di non essere la sola!

E.:

Sono una persona queer. Ho avuto quasi zero desiderio sessuale lungo tutto quest’anno, a causa dello stress aggiunto dalla pandemia. Non ho né spazio nel cervello né dopamina a sufficienza per sentirmi sexy. Se ne ho, sul momento, agisco subito, dato che come viene, se ne va.

F.:

Sono una persona asessuale sex favourable. La pandemia ha influito eccome sulle mie abitudini durante la masturbazione, soprattutto sulla frequenza. Prima della pandemia avevo una cadenza giornaliera, a prescindere da cosa mi accadesse durante la giornata. La depressione mi ha colpito in pieno e ho passato settimane, addirittura mesi, senza masturbarmi. Non si trattava neanche di mancanza di desiderio, più una incapacità di connettermi con me stessu, in quella maniera. […]


Per qualcun*, da telegram, il tempo sospeso dei lockdown ha insegnato molto:

A.:

A me in realtà la pandemia ha aiutato a conoscermi meglio. A prendermi il tempo per ascoltare i ritmi del mio corpo e di riconnettermi al piacere di stare con me. Ho scoperto che comunicando meglio con me stessa, riesco ad avere un contatto più agevole con gli altri.

F.:

Ho iniziato a masturbarmi proprio durante il primo lockdown! Comprando il primo sex toy (un succhia-clitoride). Dal punto di vista quantitativo non mi pare sia cambiato molto [confrontando il secondo lockdown al primo], ovviamente ci sono settimane in cui ho voglia e altre meno; ora che ci penso però negli ultimi mesi (credo? Non ho una concezione del tempo molto chiara ultimamente), da quando ho scoperto dei siti di porno etico, ho iniziato ad accompagnarmi con dei video e mi trovo molto bene, mentre prima, all’inizio, mi concentravo solo sulle sensazioni del mio corpo.


Conclusioni

Se nell’ambito sexpositive una ricorrenza come il mese della masturbazione è un’occasione per approfondire, conoscere, anche esplorarsi, questo stesso ambito non può privarsi, a mio parere, di tutte le storie, anche quelle meno entusiastiche ed entusiasmanti.

Per chi ne è a conoscenza, questo periodo comporta messaggi propositivi del tipo “toccati, è bello”, nelle varianti /”è importante” “/dà impoteramento”; come se fosse una tappa necessaria e immancabile per la propria liberazione sessuale. Sarà certamente così, per qualcun*, ma non per tutt*.

Noto molto frequentemente uno squilibrio nelle preferenze narrative intorno alla sessualità. Facciamo le corse per abbattere i tabù e tirarla fuori dall’ombra che genera orrori, ed è una cosa giusta da fare. Ma tirarla fuori dall’ombra non significa svelarne solo gli aspetti apparentemente appetibili, ma semplicistici, tipo: toccarsi rilascia ossitocina quindi DEVI toccarti perché così stai meglio (la liberazione non è un medicinale da dosare); significa svelarne tutte le implicazioni, anche quelle meno vendibili. Perché fanno parte di noi, tanto quanto. Perché bisogna stare un po’ scomod*, per tirarci fuori dall’ombra.

Inoltre, oltre a catalogare tutte le alternative “covid friendly” dell’intrattenimento sessuale, dovremmo arricchire i nostri repertori con quella parte poco cool del nostro vissuto, ma altrettanto valida, che semplicemente cede sotto le pressioni psicologiche e fisiche della pandemia e dire: va bene anche così, che ci insegue qualcuno? Non è mica una performance.

E se lo diventa, non ne vale la pena.


* tutti i sondaggi e le testimonianze sono stati fatti in maniera imprecisa nella distinzione tra i generi dei partecipanti. I primi perché automatizzati in anonimo, dunque impossibilitandomi nel riconoscere chi ha votato cosa; le seconde perché non tutte le persone che hanno partecipato hanno mai espresso la loro identità di genere. Non volendomi soffermare solo sul binarismo dell’espressione di genere, ho preferito non indicare nulla. La prossima volta chiederò specifiche, a chi vorrà darle.

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